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1° raduno delle 500 d’epoca

37 raduno 500 (1)
37 raduno 500 (2)
• di DANIELA CORDA

 

Domenica 9 marzo si è tenuto, presso la piazza S’Olivariu di Uta, in via Marconi, il primo raduno delle Fiat 500 d‘epoca.
All‘evento, organizzato da Roberto Loche e dal ‘Club 500 4 mori’ di Cagliari, hanno partecipato circa una quarantina di auto storiche e c‘è stata una discreta affluenza di visitatori.
Incontriamo il presidente dell’associazione ‘Club500 4 mori’, Giuseppe Melis.
Buongiorno, può dirci com’è nata l’idea di organizzare quest’iniziativa proprio a Uta?
Grazie a Roberto Loche e a Cristian Lecca: ce l’hanno proprosto dei nostri associati e abbiamo accolto la proposta.
Quando e come nasce la vostra associazione?
L’associazione è nata nel 2002. Diciamo che siamo nati da una costola di un precedente club che non organizzava le cose. All’inizio si usciva la domenica e si andava in un agriturismo, io ho cercato di portare qualche altra cosa: non dobbiamo uscire solo la domenica per mangiare; non dobbiamo conoscere solo i ristoranti, dobbiamo conoscere anche quella che è la realtà dei paesi. Se io vado in una località e ci sono cose interessanti da vedere perché non conoscerle? Per anni ad esempio abbiamo girato le grotte, vicino a Cagliari e non solo. Quindi c’era un tema, non solo il pranzo.
Devo dire poi che i Comuni ci hanno sempre accolto, anche se poi parliamo di motori che hanno 40 anni e che quindi inquinano. Poi la nostra politica è il rispetto di tutto, della gente e dell’ambiente. Chi viene con noi o si comporta bene o viene allontanato.
Quindi, bene o male, abbiamo proseguito in questo modo e abbiamo coronato la nostra storia nel 2011 andando in Spagna, siamo andati con 70 macchine a Barcellona, organizzato interamente da noi, dal viaggio con la Grimaldi alle location degli alberghi. Contiamo di ripeterci quest’anno, a giugno, partenza il 7 e rientro il 12 con l’intento di andare a Barcellona, dormire due notti a Barcellona, andare in macchina fino a Valencia, dormire due notti a Valencia, visitare la città delle scienze, rientrare a Barcellona, dormire un’altra notte a Barcellona e tornare in Sardegna.
In Spagna avete collaborato con altri club di auto d’epoca?
Lì in Spagna abbiamo conosciuto un club di auto storiche di Barcellona molto grosso, con 4500 iscritti.
E voi quanti iscritti siete?
Noi come numero di tessere siamo a 1500 però tenga conto che c’è chi ha venduto la macchina e, chi l’ha comprata, ha a sua volta fatto la tessera. Quindi il numero di tesserati non rispecchia il numero delle macchine, che sono un migliaio in tutta la Sardegna.
Mi pare di capire che quello che vi lega sia indubbiamente la passione
La passione è quella che ha portato a restaurare le macchine in questo modo. Noi, ad esempio, non accettiamo macchine legate a spago o a fil di ferro, nel senso che chi viene da noi è perché ha realmente la passione della macchina.
Fino a qualche anno fa facevamo i raduni con 100 macchine, adesso con 50, 60 macchine, non di più, per via anche della crisi. Non tutti si possono permettere di andare a mangiare in ristorante, infatti oramai ci organizziamo in maniera tale che chi vuole può portarsi il pranzo al sacco.
Il weekend del 25 aprile lo faremo a Palau, dove siamo già stati e abbiamo visitato dei posti molto belli. Ci organizzeremo più avanti per andare a visitare anche la tomba di Garibaldi. Poi ne faremo uno Cagliari che, nonostante sia la sede del nostro club, non l’abbiamo mai toccata con un raduno importante. E vorremo organizzare una cosa simpatica attraverso una caccia al tesoro.
La 500 è un primo passo per gli appassionati di auto storiche per entrare in questo mondo, perché si compra ancora con delle cifre accettabili e molti riescono a restaurarla in casa, nel senso che sono macchine molto semplici, non c’è elettronica, è tutto meccanico.
I raduni servono anche, se vogliamo, per socializzare e avvicinare nuovi appassionati.
Sì, per condividere questa passione nel rispetto di tutto e di tutti.
Ho potuto notare che non sono presenti solo le fiat 500, addirittura una Balilla del ‘33, come mai?
Si, noi quando organizziamo qualcosa, se c’è qualcuno che ha una macchina storica da noi trova le porte sempre aperte.
Quanti sono iscritti di Uta?
Circa una decina. Abbiamo diversi iscritti anche a Decimomannu, ad Assemini e nell’hinterland in generale.
Tornerete a Uta?
Questo è un primo assaggio e dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale. Perché no? Uta d’altronde ha una posizione geografica interessante, perché è vicino a Cagliari. Se siamo bene accetti perché non tornare? Anche in concomitanza con altri eventi, e anche con una prova di abilità di guida visto che lo spazio non manca.

Ringraziamo il presidente e restiamo in attesa del 2° raduno.


(Vulcano n° 79)

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