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Ambiente, politica e futuro a Decimoputzu visti con gli occhi della gioventù

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Incontro con Carlo Contu, giovanissimo Consigliere Comunale di opposizione di Decimoputzu. • di GIULIANA MALLEI

 

Carlo Contu, 27 anni, Consigliere Comunale di opposizione al Comune di Decimoputzu, aspirante Architetto.

Da quanto tempo ricopre la carica di Consigliere 
Sono Consigliere dal 27 dicembre 2013, dopo le dimissioni di Cenzino Basciu. Per la verità sarebbe dovuto diventare Consigliere Leonardo Caria, che era il primo dei non eletti e, dopo di lui, Isabella Manca, la seconda dei non eletti. Si era deciso da subito che a metà mandato ci sarebbe stato questo avvicendamento proprio per consentirmi l'esperienza di Consigliere comunale e avere quindi in Consiglio un volto nuovo.

Come giudica questa esperienza?
Non posso raccontare troppe cose. Infatti ho potuto partecipare, fino ad ora, a pochi Consigli comunali. Il primo è stato quello del 27 dicembre, per il mio insediamento;un altro, che ritengo molto importante, è quello nel mese di marzo,  convocato da noi dell'opposizione per discutere di un problema serissimo per Decimoputzu: la costruzione del grande impianto solare termo-dinamico, che occuperebbe 269 ettari di territorio agricolo.

Ci risulta che a Decimoputzu ci sia stata anche un'assemblea popolare per informare la popolazione proprio su questo argomento.
Proprio così, Il 15 gennaio, al Centro Sociale, si è tenuta un'assemblea pubblica organizzata dall'Amministrazione Comunale.

La maggioranza come si pone davanti a questa tematica?
Il Sindaco era presente all'assemblea, ma pochissimi concittadini vi hanno preso parte. Infatti, al termine dell'incontro, ne abbiamo parlato col Sindaco e gli abbiamo chiesto una collaborazione più stretta con i comitati e una partecipazione maggiore agli incontri tenuti con le altre amministrazioni vicine coinvolte nel progetto.  Lì per lì ci ha detto di sì, poi però non ha mai convocato nessun Consiglio comunale, lo abbiamo dovuto convocare noi dell'opposizione con una richiesta ufficiale.

Quindi che idea vi siete fatti della posizione del Sindaco sul termo dinamico?
Durante il Consiglio Comunale di marzo, da noi convocato, è stato espresso all'unanimità parere contrario. Purtroppo dobbiamo registrare l'assenza alle altre assemblee popolari, organizzate dalle amministrazioni comunali vicine, da parte della nostra amministrazione. Ciò denota poca sensibilità verso le tematiche ambientali.

Eppure qualcuno afferma che la centrale termo dinamica potrà portare posti di lavoro e potrebbe essere un modo per uscire dalla crisi.
La normativa che regola questi impianti è molto lacunosa e non prevede, in questo caso, una pianificazione regionale e comunale. La lacunosità della normativa dovrebbe essere colmata dalla morale e dal buonsenso. La Centrale nasce da un'idea di un privato con finanziamenti europei. In quanto ai posti di lavoro trattasi di pure e semplici promesse che non potranno essere mantenute.

Invece cosa propone per uscire dalla crisi?
Sono convinto che Decimoputzu abbia un enorme potenziale non sfruttato o sfruttato in modo inadeguato. Questo potenziale è l'agricoltura. Lo dico a ragion veduta, io stesso sono figlio di agricoltori, amo la campagna e amo lavorare in campagna, infatti conosco questo mestiere in prima persona. Non si esce dalla crisi svendendo i terreni, quelli si svendono una volta sola, ma il problema non si risolve. Sicuramente non possiamo pensare di lavorare in agricoltura come si faceva fino a non molto tempo fa. Oggi il mercato richiede la genuinità con i prodotti biologici a chilometri zero e una vendita diretta senza troppi intermediari. Mi rivolgo ai giovani, che si affacciano oggi in questo settore, affinché trovino il coraggio di proporsi con idee e iniziative nuove tenendo comunque presenti i consigli e gli insegnamenti di chi ha esperienza.

Se fosse un componente della maggioranza cosa farebbe a tal proposito?
Sicuramente promuoverei politiche agricole atte a incentivare il settore. Ricordo che alcuni anni fa è stata organizzata una bellissima iniziativa intitolata “L'Agricultura”, fu allestita una sorta di fiera a San Basilio e c'erano tanti stand con esposizioni di prodotti agricoli locali, un pullmino consentiva di fare un tour nelle diverse aziende con l'ausilio di vere e proprie guide turistiche. Iniziative di questo tipo sono positive e dovrebbero ripetersi ogni anno.

Purtroppo Decimoputzu paga un prezzo elevato per non avere un accesso diretto alla SS 130 e per non avere una stazione ferroviaria, ciò comporta uno svantaggio notevole dal punto di vista economico che fa di Decimoputzu un paese non di passaggio, lontano dalle arterie di comunicazione. Per sopperire a tale svantaggio l'Amministrazione dovrebbe trovare una strategia urbanistica adeguata. Il nuovo PUC è in via di aggiornamento e si spera che vengano presi in considerazione gli sviluppi economici e sociali del paese.

Cosa propone per migliorare l'aspetto estetico del paese?
La conformazione urbana del paese ha fatto sì che Decimoputzu non avesse una vera e propria via principale, ma solo una serie di incroci e diramazioni, infatti è carente la presenza di piazze e di aree verdi. Pertanto si dovrebbe puntare sulla riqualificazione del centro storico e sulla pavimentazione stradale.

Difatti le vie urbane, ma anche quelle campestri, necessiterebbero di urgente manutenzione. La manutenzione di queste dovrebbe avvenire ogni 20 anni, ma l'eccessivo utilizzo delle auto comporta un dissesto in minor tempo. Pensiamo, ad esempio, alla via Grande che da sempre è la passeggiata di Decimoputzu, sarebbe bello ripavimentarla e renderla esclusivamente pedonale, anche per rilanciare l'economia legata alle attività commerciali lì site.

Lei è giovanissimo, come immagina il suo futuro?
Prima di tutto vorrei laurearmi entro breve tempo, poi vorrei approfondire le mie conoscenze culturali con qualche viaggio di breve durata. Anche se il mio obiettivo è restare a Decimoputzu. Ho già viaggiato, sono stato 6 mesi in Francia, nella regione della Normandia, grazie al progetto Erasmus, e ho fatto anche altri viaggi. Devo dire che viaggiare apre la mente e aiuta a migliorare se stessi. Ritengo che tutti debbano sperimentare i viaggi per poi tornare a casa più carichi culturalmente.

Un sentito grazie al Carlo Contu per averci concesso questa intervista. Gli auguriamo di realizzare tutti i suoi progetti e al contempo auspichiamo che non perda mai la curiosità di capire i meccanismi di questa nostra società, a volte così complicata e spesso avara di esperienze e di spazio per i giovani.



(Vulcano n° 79)

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