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Quindici minuti di ordinaria follia

il gruppo delludinese festeggia lennesima importantissima vittoria
astori cerca di ostacolare lo strepitoso di natale
Udinese straripante. Ai friulani è bastato un quarto d’ora tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo per confezionare un roboante 4-0. A fine gara, pubblico in piedi e tanti applausi per la «migliore squadra vista fino ad ora al Sant’Elia». Cagliari, addio Europa? • di LUCA PES

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Perico, Canini, Astori, Agostini; Nainggolan, Conti ©, Lazzari (84’ Laner); Cossu; Acquafresca, Ragatzu (56’ Missiroli).
A disposizione: Pelizzoli, Pisano, Magliocchetti, Ceppelini, Gallon.
Allenatore: Donadoni.

UDINESE (3-5-2): Handanovic; Benatia, Zapata, Domizzi; Isla, Pinzi, Inler, Asamoah, Armero (71’ Pasquale); Sanchez (80’ Abdì), Di Natale © (84’ Denis).
A disposizione: Belardi, Coda, Cuadrado, Corradi.
Allenatore: Guidolin.

ARBITRO: Banti di Livorno. Guardalinee Padovan-Alessandroni. Quarto uomo Tozzi.

RETI: 42’ Benatia, 44’ Sanchez, 48’ e 54’ Di Natale.
Ammoniti: Conti, Astori, Cossu
Corner: 7 – 8
Recupero: 2' pt; 2' st.
Note: cielo parzialmente nuvoloso, temperatura fresca, terreno in buone condizioni, 15.000 spettatori circa.


EUROPA – Il Cagliari sogna l’aggancio alla Juventus in settima posizione, l’Udinese continua ad inseguire un posto in Champions League.
Donadoni disegna l’abituale 4-3-1-2 sostituendo gli assenti Pisano (in panchina), Biondini e Nenè con Perico, Lazzari e Ragatzu. Guidolin può contare sulla migliore formazione e schiera il consueto 3-5-2 col duo delle meraviglie Sanchez-Di Natale in attacco.
Sui campi della Serie A si celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e, anche nella grigia cornice del Sant’Elia, ecco apparire le reti tricolore. All’ingresso in campo delle due formazioni, l’inno di Mameli completa il programma dei festeggiamenti organizzati dalla Lega di A.

BLACK OUT – Il Cagliari sembra essere sceso in campo col piglio giusto e mostra un quarto d’ora di buon calcio, anche se le conclusioni dalle parti di Handanovic non sono particolarmente pericolose. Soltanto Conti, dalla lunga distanza, scaglia un tiro verso la porta avversaria ma il pallone termina completamente fuori bersaglio. Al 16’ il primo sussulto del match, quando una stupenda punizione di Totò Di Natale costringe Agazzi alla deviazione volante in corner. Trascorrono pochi minuti e Sanchez, incuneatosi in area su servizio del sempre presente Di Natale, mette nuovamente in difficoltà il portiere rossoblu. Al 42’ si spegne la luce sulla squadra sarda e comincia lo show bianconero. Angolo battuto dalla destra e stacco imperioso di Benatia che lascia di stucco Agazzi e l’intera difesa rossoblu, l’Udinese è in vantaggio. Il Cagliari non reagisce e soltanto due minuti più tardi subisce il colpo del ko. Il tentativo cagliaritano di impostare un’azione offensiva si esaurisce sul recupero della sfera da parte di Inler, il quale serve Sanchez consentendogli di involarsi verso l’area avversaria percorrendo oltre metà campo col pallone tra i piedi. Il piccolo cileno deposita in rete la palla del raddoppio dopo aver sbilanciato Astori con una finta e superato l’estremo difensore rossoblu in dribbling. Gli uomini di Donadoni provano a rientrare in partita con un’acrobazia di Ragatzu su punizione battuta da Cossu, ma è l’unico ed inutile tentativo di rimonta.

SOTTO SHOCK – Al ritorno in campo dopo l’intervallo, il Cagliari sembra un pugile suonato. I due gol di svantaggio si fanno sentire nelle gambe e nella testa. Ha così buon gioco l’Udinese che al 3’, dopo alcuni scambi sull’asse Sanchez-Di Natale, va ancora a segno, questa volta col capocannoniere del torneo. Il numero dieci friulano si ripete al 9’ ancora grazie alla collaborazione del trottolino cileno. La premiata ditta friulana confeziona così, nuovamente dopo un’azione in contropiede, il definitivo 4-0. L’ultima mezz’ora di gara diventa praticamente inutile e i ritmi in campo confermano che la partita non ha più niente da dire. Da registrare gli ingressi di Missiroli e Laner al posto di Ragatzu e Lazzari e quelli di Pasquale, Abdi e Denis al posto di Armero, Sanchez e Di Natale. Cambi che, assieme ai timidi tentativi di Perico, Nainggolan e Cossu, fanno scivolare la gara fino al 90’ senza ulteriori emozioni. Al fischio finale, lo sportivissimo pubblico del Sant’Elia è tutto in piedi ad applaudire la spettacolare Udinese e la squadra rossoblu che oggi ha davvero potuto far poco al cospetto di un avversario di tale spessore.

IMPRESSIONANTE – Il cammino dell’Udinese è straordinario. 53 punti ottenuti in venticinque giornate (media di 2,1 punti a partita, le prime quattro furono sconfitte), squadra imbattuta da dodici partite e porta inviolata da oltre sei gare per un totale di 566 minuti. Pokerissimo di vittorie consecutive in trasferta con ben venti gol realizzati negli ultimi cinque incontri giocati lontano dal Friuli. Numeri impressionanti che fanno dell’Udinese la più seria candidata alla quarta poltrona per l’accesso in Champions League, sempre che i friulani, dopo aver sorpassato la Lazio, non decidano di scalzare dalle proprie posizioni anche le prime tre della classe.
Di contro il Cagliari, abituato a ben figurare tra le mura amiche nei confronti disputati contro le grandi, deve leccarsi le ferite per una sconfitta che costa una posizione in classifica e allontana di un ulteriore punto la zona Europa League.


DAGLI SPOGLIATOI

Donadoni non cerca scusanti: «Una sconfitta per 4-0 è un risultato pesante che non ci rende certo felici. Mi dispiace per i tifosi che ci hanno sostenuto e ci hanno applaudito anche dopo il fischio finale. È opportuno ripartire subito, sia per noi che per loro. Oggi abbiamo incontrato la migliore squadra che si sia vista quest’anno al Sant’Elia, sono stati micidiali grazie alla tecnica e alla rapidità che li contraddistinguono. Noi non siamo riusciti ad opporci ed abbiamo agevolato le loro folate offensive. Vedrete, l’Udinese sarà un brutto cliente per chiunque».
La partita avrebbe potuto essere impostata in modo differente? «Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, però non capisco come avrei potuto impostare la gara in modo differente. La nostra rosa è questa e fino ad oggi gli uomini a disposizione ci hanno dato grosse soddisfazioni. Una giornata negativa può capitare».

Guidolin gioisce per l’importante successo e fa i complimenti al pubblico rossoblu: «Ho assistito a un esempio di sportività che non è frequente vedere nei nostri stadi. Il pubblico ha continuato ad incitare i propri uomini anche quando erano sotto di quattro gol e alla fine ha sommerso di applausi le due squadre all’uscita dal campo. Una scena meravigliosa. Per quanto riguarda la gara, ammetto che il Cagliari nella prima mezz’ora si è mosso bene ed è riuscito a metterci in difficoltà. Siamo stati bravi a passare in vantaggio e dopo, trovando spazi più ampi, siamo riusciti a ripartire e penetrare con una grande intensità. Abbiamo sfruttato al meglio le qualità dei nostri uomini».
Dove può arrivare questa Udinese? Si può sognare una incredibile rimonta scudetto? «No, è improponibile pensare al titolo. Siamo molto vicini a Napoli, Lazio e Roma e con loro giocheremo la possibilità di qualificarci in Champions. Valuteremo la situazione domenica dopo domenica e alla fine del campionato vedremo quale sarà l’obiettivo raggiunto».

Agazzi: «Abbiamo incassato quattro gol in pochissimo tempo su ripartenze che si sono ripetute uguali e identiche. E’ stato un quarto d’ora di follia totale, non possiamo ripetere errori simili. Ci servirà per migliorare, già da martedì torneremo ad allenarci più determinati che mai».

Conti: «Sul gol dell’1-0 non ho subito fallo, ci siamo spinti a vicenda ed io sono terminato a terra. Il 4-0 è pesante, l’Udinese ha sempre avuto la partita in mano e noi non siamo stati incisivi fin dall’inizio. Ringrazio il pubblico che ci è stato vicino per tutta la partita».

Cossu: «Ci aspettavamo questa Udinese, ma non un risultato del genere. Ci siamo trovati di fronte ad un avversario travolgente nelle ripartenze, loro in questo momento possono battere tutte le squadre del nostro campionato. Il loro uno-due è stato tremendo e non siamo riusciti a rialzarci. Tenteremo di riscattarci già dalla trasferta di Napoli».

 

13.03.2011

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