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Cagliari rapace, le aquile non decollano

acquafresca corre a festeggiare sotto la tribuna il gol della vittoria (cagliaricalcio.net)
il pasticcio di andrè dias (cagliaricalcio.net)
Una sciagurata deviazione di André Dias su tiro di Acquafresca consente al Cagliari di superare di misura la Lazio e di portarsi a quota 38 punti. Salvezza ormai raggiunta, il Donadoni cagliaritano non conosce il pareggio e conquista la nona vittoria su quindici gare di campionato. • di LUCA PES

 

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Perico, Canini, Astori, Agostini; Biondini, Conti ©, Lazzari; Cossu (64’ Nainggolan); Nené, Acquafresca (72’ Missiroli).
A disposizione: Pelizzoli, Magliocchetti, Ariaudo, Laner, Ragatzu.
Allenatore: Donadoni.

LAZIO (4-2-3-1): Berni; Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu; Ledesma ©, Matuzalem; Gonzalez (76’ Zarate), Hernanes, Sculli (65’ Floccari); Kozac.
A disposizione: Bizarri, Scaloni, Stendardo, Bresciano, Garrido.
Allenatore: Reja.

ARBITRO: Russo di Nola. Guardalinee Giachero-Crispo. Quarto uomo De Marco.

RETI: 40’ Acquafresca
Ammoniti: Astori, Gonzalez, Biondini, Canini, Lichsteiner, Nenè, Missiroli, Matuzalem.
Corner: 1 – 5
Recupero: 0' pt; 4' st.
Note: cielo coperto, temperatura fresca, terreno in buone condizioni, 12.000 spettatori circa.


TABU’ CAGLIARITANO – Il Cagliari riceve la Lazio sperando di sfatare la tradizione negativa che, durante questa stagione, l’ha sempre visto sconfitto contro le squadre che attualmente occupano la zona Champions.
Pisano escluso in extremis per un piccolo problema muscolare, al suo posto Perico. I restanti componenti dell’undici rossoblu sono gli stessi scesi in campo nella sfortunata gara di San Siro. Lazzari parte ancora una volta titolare a scapito di Nainggolan.
Reja torna al Sant’Elia con numerose assenze, la formazione è identica a quella che ha sconfitto sette giorni fa il Bari all’Olimpico. Fuori Muslera, Brocchi e Mauri, c’è Berni a difendere la porta biancoceleste. Il 4-2-3-1 laziale con Gonzalez, Hernanes e Sculli a supporto del gigante Kozac non lascia spazio a Zarate e Floccari che partono dalla panchina.
All’ingresso in campo delle due squadre il pubblico di casa si esibisce nella pañolada, tradizionale manifestazione di protesta dei tifosi spagnoli. Lo sventolio di fazzoletti bianchi intende contestare le recenti decisioni arbitrali sfavorevoli alla squadra rossoblu. Episodi che, in particolare, hanno condizionato il risultato finale delle sfide contro Milan, Juventus e Inter.

SENZA SMALTO – Citando Sandra Mondaini, “che barba, che noia” sarebbe il commento più appropriato per le ampie fasi di gioco del primo tempo che hanno regalato decisamente poche emozioni al pubblico, non numerosissimo, presente sugli spalti. La Lazio non punge e il Cagliari è lontano parente di quello ammirato otto giorni fa, specialmente nella ripresa, al Meazza. Biancocelesti più ordinati in campo e maggiormente determinati alla ricerca di manovre offensive pericolose, ma gli episodi degni di nota sono davvero in quantità risicata. Il Cagliari è il primo a farsi vivo nell’area avversaria ma il colpo di testa di Nenè non centra lo specchio della porta. Per la Lazio, ci provano Gonzalez con un controllo e tiro immediato che finisce di poco alto e Kozac che, su corner di Ledesma, conclude debolmente di testa. L’unica preoccupazione per Agazzi è generata da una punizione di Hernanes che il portiere rossoblu neutralizza con una respinta stilisticamente non perfetta.
A cinque minuti dal termine della prima frazione, la fiammata cagliaritana. Cossu lancia in profondità Acquafresca che scatta sul filo del fuorigioco, brucia sulla corsa il difensore avversario e si presenta davanti a Berni, superandolo con un destro a giro. Il goffo tentativo di recupero del difensore brasiliano Dias è decisivo in quanto il suo tocco maldestro spinge il pallone in fondo alla rete laziale. Si va al riposo col Cagliari, a sorpresa, in vantaggio.

REAZIONE STERILE – Ci si aspetta una Lazio arrabbiata e determinata alla ricerca del pari, invece l’inizio della ripresa è favorevole alla squadra di Donadoni che si mette in mostra per grinta e carattere. Soffocati sul nascere tutti i tentativi di rimonta biancoceleste, lo stesso Cagliari non riesce però a rendersi pericoloso dalle parti di Berni. Bisogna attendere un quarto d’ora dal fischio d’inizio per assistere ad una conclusione in porta: è Ledesma che, da fuori area, lascia partire un destro che costringe Agazzi a respingere in tuffo mentre Kozac, che nel frattempo si era avventato sul pallone, sfiora il palo con un colpo di testa. Doppia chance per Hernanes che prima impegna Agazzi con un tiro dal limite e poi calcia una punizione deviata sul palo esterno da Floccari. La parte centrale del tempo è dedicata prevalentemente ai cambi. Il Cagliari torna al modulo con una sola punta dopo gli ingressi di Nainggolan e Missiroli al posto, rispettivamente, di Cossu e Acquafresca, la Lazio sostituisce Sculli e Gonzalez con Floccari e Zarate. Scelte tecniche e variazioni tattiche che non danno la scossa al lento incedere del match. Missiroli al volo e Conti su punizione, sono gli ultimi colpi di una gara il cui spettacolo è stato decisamente al di sotto delle attese. La Lazio tenta l’assalto finale ma il triplice fischio del signor Russo sancisce la nona vittoria per il Cagliari da quando Donadoni siede in panchina. Sant’Elia in festa, giocatori sotto la curva, ma questo Cagliari meriterebbe ben altra cornice, sia in riferimento all’annosa questione stadio che alle presenze numeriche sulle tribune.

RITMO CHAMPIONS – Tre mesi e mezzo, quindici gare, ventisette punti. Viaggia in perfetta media Champions, il Cagliari targato Donadoni. Una squadra che non conosce mezze misure, visto che alle nove vittorie vanno a sommarsi sei sconfitte, alcune delle quali peraltro immeritate. Da anni si parla di un Cagliari che, raggiunta la salvezza, subisce un brusco stop in termini di prestazioni e di risultati. Frenate necessarie? Rallentamenti volontari? Le prossime undici gare ci daranno una risposta, il tecnico bergamasco è sicuramente avvezzo ai grandi palcoscenici internazionali e chissà che il team rossoblu non possa, finalmente, compiere il tanto auspicato salto di qualità. L’Europa League, al momento, è a un passo.
La Lazio, di contro, deve fare i conti con un inopportuno stop nella corsa verso la Champions. Una squadra che oggi è parsa meno brillante del solito e che ora dovrà fronteggiare l'impetuosa scalata dell’Udinese, ormai distante un solo punto in classifica.
Ci sarà da lottare per tutti da oggi alla fine del campionato. Senza freni, a briglie sciolte, a caccia dell’Europa.


DAGLI SPOGLIATOI

Donadoni è particolarmente entusiasta per il risultato ottenuto: «Ritenevo la partita di oggi un bivio fondamentale, visto il calendario che ci attende nelle prossime gare, e ci tenevo particolarmente a vincerla. E’ stata una vittoria ottenuta col carattere e con una grande volontà da parte dei miei giocatori. Hanno interpretato la gara nel migliore dei modi e, passatemi l'espressione, stanno dimostrando di avere degli attributi grandi così. La Lazio è una grande squadra, pertanto questa vittoria assume un grandissimo valore. Il gruppo sta raggiungendo una consapevolezza sempre maggiore, settimana dopo settimana, convincendosi che possiamo giocarcela con chiunque».
In che modo proseguirà il campionato del Cagliari, visto che la salvezza è quasi in cassaforte? Pensa possa esserci un calo di tensione? «Ho sentito spesso questa domanda che, a dire il vero, mi provoca una rabbia incredibile. Non si può smettere di giocare e di lottare a undici gare dal termine del campionato, dobbiamo cercare di fare il nostro meglio. Vogliamo conquistare ancora tanti punti per arrivare più in alto possibile, abbiamo fame di vittorie, i ragazzi hanno ambizioni e stimoli. Cercheremo di vincere tutte le gare senza regalare nulla a nessuno e a fine campionato vedremo dove saremo arrivati. Sono sicuro che i ragazzi forniranno una grande prova di maturità facendo si che tutto quello che è stato fatto finora non finisca nel dimenticatoio».
Sull’assenza, all’ultimo minuto, di Pisano: «Perico ha disputato una partita straordinaria, a testimonianza che il nostro è un grande gruppo e tutti i calciatori, quando vengono chiamati in causa, danno anima e copro per i compagni e per la maglia. Se tutti mostreranno questo spirito da oggi fino all’ultima giornata, credo potremo toglierci numerose soddisfazioni».

Reja non metabolizza la sconfitta: «E’ difficile analizzare una gara del genere, non siamo riusciti a concretizzare le occasioni create e siamo stati puniti da un episodio sciagurato. Abbiamo disputato una buona gara ma il risultato ci penalizza, avremmo meritato almeno il pareggio. Il Cagliari si è presentato in poche occasioni nella nostra area eppure, grazie ad un isolato tiro in porta, ha avuto la meglio. Il calcio è strano, il Cagliari è riuscito a vincere pur giocando sottotono rispetto alle ultime gare disputate. Dal canto nostro, forse avremmo dovuto essere più convinti nell’attaccare e nel pressare l’avversario. Questo è uno stop nella corsa verso la Champions ma siamo in un’ottima posizione di classifica che può farci ben sperare per il prosieguo della stagione».

Acquafresca parla dell’azione che ha portato al gol: «Non so se il gol sia mio o no, ma la questione non è importante, me lo prendo ugualmente. Se poi dovesse trattarsi di autorete, andrebbe bene comunque. L’importante è aver vinto, soprattutto perché oggi non abbiamo disputato una grande gara.  Dobbiamo goderci la vittoria ed essere felici per aver conquistato altri tre punti fondamentali».

Dias è profondamente dispiaciuto per l’episodio che ha condizionato il risultato: «Volevo proteggere la palla per evitare che giungessero avversari da dietro, ma sono arrivato fuori tempo ed il pallone, dopo un rimbalzo strano, mi è sbattuto sul ginocchio andando in porta. Ringrazio i compagni che mi sono stati vicini e mi hanno incoraggiato dopo l’autogol. In particolar modo ringrazio Biava per le sue parole. Era il compagno più vicino a me in quel momento e ha capito alla perfezione la dinamica sfortunata dell'azione».

 

27.02.2011

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