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Pimpanti e perdenti

vulcano a san siro (1)
vulcano a san siro (2)
Ottimo secondo tempo dei rossoblu al Meazza. Decisivo il gol (in fuorigioco) di Kharja. • di LUCA PES

 

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Ranocchia, Cordoba, Nagatomo; Zanetti ©, Thiago Motta (72’ Cambiasso); Eto’o (61’ Stankovic), Kharja (78’ Mariga), Pandev; Pazzini.

A disposizione: Castellazzi, Materazzi, Obi, Coutinho.
Allenatore: Leonardo.

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Canini, Astori, Agostini; Biondini, Conti ©, Lazzari; Cossu (69’ Nainggolan); Nené, Acquafresca (64’ Ragatzu).
A disposizione: Pelizzoli, Perico, Ariaudo, Laner, Missiroli.
Allenatore: Donadoni.

ARBITRO: Celi di Campobasso. Guardalinee Carrer - Pugiotto. Quarto uomo Brighi.

RETI: 7’ Kharja
Ammoniti: Cossu, Mariga, Maicon
Corner: 8 Inter – 8 Cagliari
Recupero: 1' pt; 5' st.
Note: temperatura mite, terreno in discrete condizioni, 58.000 spettatori circa.


SOGNI – L’Inter corre per la rimonta scudetto, il Cagliari vede l’Europa. Obiettivi differenti per due squadre che non fanno calcoli e promettono di darsi battaglia sul terreno del Meazza. L’Inter deve sopperire ad alcune assenze importanti e schiera Pandev al posto di Sneijder mentre Cambiasso e Stankovic vengono tenuti in panchina in previsione della sfida Champions di mercoledì contro il Bayern Monaco. Nel Cagliari Lazzari, in questa circostanza per scelta tecnica, prende il posto di Nainggolan. E’ la sfida tra i due tecnici che, dal momento in cui sono subentrati ai rispettivi colleghi, non hanno mai ottenuto un pareggio in campionato.

A VISO APERTO – La gara è vivace fin dal primo minuto, quando Pandev conclude pericolosamente verso la porta di Agazzi. Si lamenta l’Inter per una trattenuta di Conti ai danni di Thiago Motta, pare ci siano le condizioni per un calcio di rigore ma l’arbitro Celi ritiene di non doverlo assegnare. In pochi giri di lancette si concentrano i tentativi di Lazzari che conclude di poco alto, Conti che di testa cerca di sorprendere Julio Cesar e Pandev che per la seconda volta impegna l’estremo difensore rossoblu. Al 7’ l’episodio che decide la partita: punizione battuta a sorpresa dall’Inter, incursione di Kharja che si fa respingere la prima conclusione e trafigge Agazzi sulla ribattuta. La posizione di Ranocchia e Thiago Motta, che sulla respinta del portiere rossoblu si trovano in netto fuorigioco, scatena l’ira cagliaritana. La spavalda contesa della prima frazione di gioco prosegue con Biondini che conclude violentemente verso la porta neroazzurra mentre Kharja è frettoloso quando, su suggerimento di Eto’o, spara il pallone altissimo. Le principali fonti di gioco sono le fasce laterali, è ottimo il lavoro degli esterni delle due compagini. La fase centrale del tempo è di marca neroazzurra anche se l’Inter non indossa il suo migliore abito da sera. I campioni del mondo ci provano, senza fortuna, con Pazzini ed Eto’o ed è lo stesso camerunense, sul finire del primo tempo, a costringere Agazzi ad una parata in tuffo.

REAZIONE ROSSOBLU – Se il primo tempo ha proposto un Cagliari piuttosto timido e incapace di reagire con continuità alle sgroppate neroazzurre, la ripresa ribalta i giudizi sugli uomini di Donadoni. Dagli spogliatoi torna in campo una squadra che abbandona i timori reverenziali e assalta l’armata interista con assoluta convinzione. Lazzari apre subito le danze concludendo alto sopra la traversa. La vivacità dei sardi consiglia a Leonardo un atteggiamento più prudente, ecco Stankovic che rileva Eto’o. Donadoni risponde spedendo in campo il vivace Ragatzu per uno spento Acquafresca. Il Cagliari preme sull’acceleratore e, dopo una conclusione debole e centrale di Nenè, si rende pericoloso al 25’ con Conti, la cui conclusione viene deviata a lato di pochissimo. E’ una fase di continua spinta rossoblu, ci provano prima Nainggolan, subentrato a Cossu, e poi Lazzari che con un tiro teso mette letteralmente i brividi a Julio Cesar. La pressione dei sardi nella fase finale della gara non produce i frutti sperati, il muro interista si rivela invalicabile e il match viene fissato sull’1-0, con tanta fatica e sofferenza, dall’undici di Leonardo. Al fischio finale, esplode l’urlo liberatorio del Meazza.

GIOIA E RIMPIANTI – L’Inter esce da questa sfida con tre punti preziosissimi per la lotta tricolore. Un gol irregolare ha spianato la strada ai milanesi, i quali hanno avuto il merito di respingere con attenzione e tenacia l’assalto rossoblu. Una difesa attenta e arcigna consente ai campioni del mondo di portare a casa la massima posta in palio col massimo sforzo.
Il Cagliari torna nell’isola con parecchi rimpianti, sia per la decisione avversa in occasione del gol che per le troppe occasioni mancate nella metà campo interista. E’ pur certo che una partita di tale spessore sarà molto utile alla maturazione del gruppo e all’accrescimento dell’autostima degli uomini di Donadoni.


DAGLI SPOGLIATOI

Donadoni è deluso per il risultato: "Abbiamo disputato una buona gara ma non posso essere contento per il risultato finale. Uscire senza punti dopo una partita del genere provoca parecchio rammarico. Il nostro primo tempo è stato troppo timoroso, con un pizzico di convinzione e cattiveria in più avremmo potuto mettere in seria difficoltà l'Inter. Loro sono stati bravi a difendersi e a leggere nel modo corretto l’andamento della gara, non concedendoci tanti spazi”.
A che punto è il processo di maturazione della squadra? ”Non ho niente da rimproverare ai miei ragazzi, hanno dato tantissimo e avrebbero meritato un altro risultato. Forse nel primo tempo ci si è preoccupati troppo della fase di contenimento, ma non siamo dei robot e può capitare che, in uno stadio del genere e al cospetto di tanti campioni, qualche calciatore senta troppo la pressione”.
Un commento sul gol decisivo segnato in fuorigioco? ”Sono riusciti a sfruttare un'occasione in cui noi siamo stati disattenti, anche se qualcuno dei ragazzi mi diceva che l'arbitro aveva comunicato che avrebbe fischiato lui. Il fuorigioco non è stato segnalato, dispiace ma c’è poco da lamentarsi, ormai non si può tornare indietro.
Un giudizio su Cossu, apparso sottotono: ”E’ stato meno brillante del solito, forse la fretta con cui abbiamo giocato nella prima frazione lo ha penalizzato".

Leonardo è sorridente e soddisfatto dopo aver conquistato tre punti fondamentali: "Proveniamo da una serie interminabile di gare giocate la domenica e il mercoledì senza alcuna sosta. Aver vinto questa partita è un segnale importante. Si può vincere anche in questo modo e senza giocare bene, bisogna guardare il lato positivo di queste prestazioni. Il Cagliari ha giocato la sua gara e noi abbiamo sofferto tanto, forse troppo. Nel secondo tempo loro hanno attaccato di più ma non hanno costruito occasioni concrete. E’ una vittoria fondamentale in termini di classifica, siamo provvisoriamente secondi e ci godiamo questo momento. Anche se, onestamente, ritengo sia presto per fare calcoli e tabelle di marcia”.
Ha visto il gol che ha sbloccato il risultato? “Si, ma non ho visto bene chi ha toccato la palla: Ranocchia mi ha detto ‘sì, ho toccato’. Non lo so, non ho capito”.

Biondini, al termine della gara, non è d’accordo con l’operato del signor Celi: "Abbiamo subito le decisioni arbitrali dal primo all'ultimo minuto. Dispiace molto aver giocato bene e poi trovarsi sconfitti per un gol in fuorigioco. In campo eravamo 12 contro 11. Sulla punizione da cui poi è scaturito il gol, l’arbitro ci ha raccomandato di attendere il suo fischio".

Anche Nenè si lamenta dell’arbitraggio: “Dobbiamo proseguire su questa strada, oggi la squadra ha fatto una bella gara. L’arbitro ha detto a Kharja di aspettare il fischio dell’arbitro prima di calciare la punizione, poi ha cambiato idea. Il direttore di gara stasera ha sbagliato tantissimo, ha fischiato cose inesistenti a loro favore. Ranocchia poi mi ha tirato la maglia più volte. Cellino ci ha detto di andare avanti così. Io faccio il mio lavoro a Cagliari, non penso alle offerte degli altri club”.

I protagonisti del gol, ancora di difficile attribuzione.

Kharja: "Mi farebbe piacere se il gol fosse effettivamente di Andrea, se lo merita davvero. La cosa più importante, comunque, è aver vinto. Ora speriamo che le avversarie lascino qualche punto per strada ".

Ranocchia: "Sì, ho sfiorato la palla, quel poco che bastava per deviarla in rete. L'importante, in ogni caso, non è il mio gol ma il risultato ottenuto da tutta la squadra".

 

19.02.2011

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