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Alla ricerca del gioco perduto: il Cagliari e le 38 «battaglie» per la Serie A

roberto donadoni
presentazione donadoni cagliari
A Roberto Donadoni l’arduo compito di mantenere la squadra rossoblu nell’élite del calcio italiano. • di LUCA PES

 

Un mercato senza grandi sussulti, tra importanti conferme e il ritorno del figliol prodigo Acquafresca. Una perdita rilevante quella dell’accantonato Marchetti, estremo difensore della porta azzurra fino al Mondiale 2010, rimpiazzata dal portiere bergamasco Agazzi. La piacevole sorpresa è rappresentata dal mediano belga Nainggolan, spesso titolare in questa prima parte della stagione e secondo a nessuno in quanto a impegno e grinta. Per il resto qualche volto nuovo, parecchi operai e qualche buon piede che possa rendere maggiormente fluida la manovra.

Voltandosi verso la panchina si scorge la novità più intrigante: alla guida del Cagliari troviamo infatti Roberto Donadoni, ala del grande Milan a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, reduce dalle poco felici esperienze sulle panchine della Nazionale prima e del Napoli poi. Il tecnico di Cisano Bergamasco è subentrato a Pierpaolo Bisoli alla 13ª giornata, prendendo le redini di un Cagliari che naviga nelle zone basse della classifica. Fatali a Bisoli le due sconfitte interne in quattro giorni subite contro Napoli e Genoa e uno spogliatoio che, sotto la sua guida, sembrava reggersi su equilibri piuttosto precari. Marchetti in disparte per una dichiarazione avventata rilasciata ad un giornale in fase di mercato, Conti e Agostini fuori squadra per alcuni giorni a causa di qualche dissapore col tecnico di Porretta Terme, sono episodi che hanno favorito l’addensarsi di una fitta nebbia intorno ad “Asseminello”.

Dopo quasi tre mesi dall’avvio della stagione il Cagliari, punto di riferimento del pallone isolano, è dunque alla ricerca di una nuova identità. Un avvio tra alti e bassi, quello dei rossoblu, che ha avuto come picco massimo la cinquina rifilata alla Roma al Sant’Elia e come punto più basso le due sconfitte tra le mura amiche giunte nei minuti finali sia contro i partenopei che contro i grifoni. Una squadra abbastanza solida in fase difensiva e spesso poco propositiva in avanti, che ha collezionato qualche 0-0 di troppo ma soprattutto pochissime vittorie in questa prima parte di torneo. Tanti muscoli e poca fantasia, talvolta pochissima lucidità sotto porta, in alcuni momenti un po’ di sfortuna. Le formazioni del biennio precedente, sotto la guida di Max Allegri, ci avevano abituati a gare indubbiamente più esaltanti dal punto di vista del gioco. Tocca ora a Donadoni ristabilire la giusta armonia, sia in campo che fuori, per il raggiungimento dell’obiettivo comune.  

La salvezza è comunque alla portata nonostante la classifica, l’equilibrio del campionato ci consente di ben sperare per il prosieguo della stagione.

 

(Vulcano n° 68)

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