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Uta. Prima fiera di sport e cultura

80 - 33-34 prima fiera di sport e cultura
• di DANIELA CORDA


Perché organizzare un solo evento con una sola società sportiva o culturale, quando invece si può organizzare addirittura una fiera delle varie attività coinvolgendo le diverse società e associazioni presenti sul territorio? E’ forse questa la domanda che ha dato l’input a Emanuela Melis, presidente della società ASD Butterfly di ginnastica ritmica che, con la collaborazione delle diverse realtà presenti nel paese, è riuscita ad organizzare una vera e propria fiera delle attività sportive, culturali e di volontariato, tenutasi domenica 6 luglio presso le palestre e i campetti delle scuole medie E.Porrino.

Incontriamo Emanuela per conoscere meglio lei e la società di cui è portavoce.

Da quanto tempo sei presidente della società Butterfly?
Da un anno, sono stata nominata a luglio dell’anno scorso.
Quando nasce la Butterfly?
E’ nata nel marzo del 2007. E’ stata costituita da un gruppo di mamme e da un tecnico che è Greca Meloni.
Sono i genitori delle allieve che decidono chi fa parte del direttivo.
Quindi anche tu sei genitore di un'allieva.
Sì. Ho fatto parte due anni del direttivo e l’anno scorso sono diventata presidente. Lì dentro siamo  una grande famiglia, io lascio molto spazio ai tecnici perché sono loro a dover decidere ciò che è giusto per la società: hanno carta bianca.
Quante iscritte avete attualmente?
Noi abbiamo settanta iscritte alla Butterfly, tutte bambine dai tre ai quindici anni. E devo dire che stiamo andando avanti, più o meno le iscritte sono sempre le stesse: vanno via le grandi, all’età di 16/17 anni per la scuola. Perché questa è comunque una disciplina che impegna molto. Facciamo GPT (ginnastica per tutti) però cerchiamo anche di portare qualche ragazzina più avanti, altrimenti si fermerebbero qui e non andrebbero oltre.
Dove si trova la vostra struttura?
Attualmente utilizziamo la palestra delle scuole G. Garibaldi, che è una struttura molto piccola. Ogni giorno iniziamo alle 16:00 e finiamo alle 20:30 di sera, a volte anche alle 21:00, e se ci sono da preparare delle gare anche più tardi perché non si può lavorare più di un gruppo alla volta. Noi abbiamo delle difficoltà incredibili a lavorare, poi è logico se non ci fosse stata un’altra struttura potrei capirlo, invece c’è il palazzetto che attualmente viene utilizzato da due società.
Potrebbero quantomeno permettere anche ad altre società di utilizzarlo, attraverso magari una turnazione.
Oltretutto non esiste un regolamento comunale per cui non si capiscono i criteri con cui vengono assegnate le strutture: c’è bisogno di un regolamento serio, di andare a controllare anche come lavorano le società (da noi non se n’è mai presentato uno); fare una cosa pulita e andare a controllare di tanto in tanto.
La palestra delle scuole G. Garibaldi vi è stata assegnata gratuitamente?
No, paghiamo 300 euro. La nostra società vive delle quote delle ragazzine che servono per pagare le istruttrici, per comprare l’attrezzatura, pagare la struttura e l’iscrizione alla federazione. L’hanno prossimo abbiamo intenzione di fare serie D e quindi costerà ancora di più. Cerchiamo di agevolare i viaggi alle ragazze, nel senso che quest’anno per la prima volta due nostre allieve sono partite a Pesaro, alla manifestazione nazionale ‘Ginnastica in festa’, che si è tenuta dal 19 al 28 giugno. Ne dovevano partire diciotto, ma purtroppo ne sono potute partire solo due perché è una spesa che non tutti possono permettersi di sostenere. La società ha contribuito con 100 a testa che sono serviti per il viaggio, mentre la spesa restante era a carico dei genitori. E una di queste due bambine è arrivata 44sima su 166, che è un ottimo risultato dal momento che loro è da quest’anno che fanno federazione.
Una bella soddisfazione.
Sì, quest’anno abbiamo lavorato benissimo perché dalla prima gara in poi sono andate sempre a migliorare, è stato molto positivo per loro far parte della federazione; è stato positivo per le due ragazze fare l’esperienza a Pesaro, e per le altre non farlo perché significa che l’anno prossimo cercheranno di impegnarsi di più.
Quante istruttrici avete?
Abbiamo tre istruttrici: Cinzia Ludovica Chessa e Francesca Cabiddu che vengono da fuori, e Valeria Foddis di Uta.
Fa piacere sentire che esistono realtà radicate nel territorio, come la Butterfly, che sta facendo dei passi da gigante. E come lei, sapere che esistono tante altre discipline che concorrono alla crescita dei bambini, perché lo sport sappiamo benissimo essere fondamentale per lo sviluppo dei bambini.
L’evento che si è organizzato a Uta, lo scorso 6 luglio, è il primo che coinvolge un po’ tutte le associazioni e le società sportive e culturali?
Sì, è il primo in assoluto, non ricordo altri eventi del genere.
Sei stata tu la promotrice di questa iniziativa?
Sì, l’idea è venuta a me perché sono stata invitata ad una manifestazione tipo e l’idea mi era piaciuta. Non è solo un modo per pubblicizzare le attività, le associazioni e le società, ma è anche un punto d’incontro tra le une e le altre, perché comunque, conoscendoci magari riusciamo a creare qualcosa tutti assieme. Anche perché il nostro è un obiettivo comune: siamo tutte associazioni e società no profit, quindi lo facciamo a titolo gratuito, non ci guadagniamo nulla.
Quante società e associazioni hanno aderito?
Hanno aderito quattro società sportive: tennis, ginnastica ritmica, pesistica e pugilato più l’associazione sportiva Amici del Kayak. Le altre erano culturali e di volontariato tra cui l’Avis, l’Associazione caritativa Santa Maria, la Consulta delle donne, Soccorso Uta, l’associazione Stelle e Umanità, la piscina AMU sportvillage, e Salviamo Uta.
Ti sei occupata tu personalmente di contattare le varie realtà?
Sì, tramite il Comune ho avuto l’elenco dei contatti delle varie associazioni e società; abbiamo organizzato una riunione e tutti quelli che hanno partecipato alla riunione si sono resi disponibili, mi hanno lasciato il loro logo e io ho fatto preparare le locandine.
L’abbiamo organizzata un po’ così perché non c’è stato molto tempo per poterla gestire meglio.
Quando avete iniziato i preparativi?
La riunione l’abbiamo fatta a giugno, quindi abbiamo preparato tutto in meno di un mese
Per essere stata preparata in così poco tempo possiamo dire che è riuscita
E’ andata benino, essendo una domenica e la gente va al mare, e non avendola pubblicizzata abbastanza perché comunque c’è stato poco tempo per preparare tutto.Siamo rimasti comunque d’accordo che l’avremo riproposta, magari in tempi diversi, a settembre, prima dell’inizio della scuola in modo che ci sia più partecipazione e anche i ragazzi che dovranno entrare a scuola abbiano la possibilità di valutare quello che a loro piace di più.
La finalità era anche quella di far conoscere le varie discipline?
Sì, anche perché Uta cresce e di conseguenza molte persone che vengono da fuori non conoscono le varie società e le varie associazioni presenti sul territorio e, magari, quando arrivano sanno che gli impianti sportivi sono tutti all’interno della zona di via Argiolas Mannas, quando poi invece esistono anche altre strutture che sono un po’ più nascoste e di conseguenza più difficili da poter individuare. Ma quest’evento è servito prima di tutto a noi, per conoscerci sia come gruppo di associazioni e società, e sia come persone fisiche, perché comunque condividiamo molte idee.
Purtroppo sono tante le associazioni e società a Uta, alcune molto distanti tra di loro, e il fatto che ci sia poca partecipazione da parte di alcune dispiace. Perché non tutte purtroppo hanno aderito a questa iniziativa.
E non c’era un motivo per non aderire, anche perché abbiamo avuto dei costi irrisori, abbiamo speso solo per le locandine, 2,80 euro per società. Non abbiamo chiesto nulla se non autorizzazioni per l’utilizzo delle strutture e la collaborazione della Protezione Civile perché loro si occupano, avendo i gazebo in custodia, di montare e smontare i gazebo. Il resto è stato fatto tutto da noi, pulizie, preparativi: ognuno ha dato il suo contributo.
E in che maniera avete organizzato le varie esibizioni?
Non abbiamo separato le cose, ho chiesto l’autorizzazione alla dirigente scolastica che è stata gentilissima: ci ha dato la possibilità di utilizzare sia le palestre delle scuole medie, sia i campetti da calcetto, e ci siamo divisi i locali. Dividendoci i locali siamo riusciti ad organizzare le cose in contemporanea, quindi diventava una sorta di fiera dello sport. Poi fuori c’erano i gazebo con le varie associazioni, oltre a quelle di Uta ho invitato anche l’associazione degli scout di Assemini, perché non avendoli qui a Uta molti bambini fanno parte del gruppo di Assemini.
Tirando le somme, possiamo dire che siete soddisfatti?
Sì, è stato utile sopratutto per trovare tra di noi anche un modo di collaborazione. C’è tanto a Uta però non lo si conosce: abbiamo addirittura la Caritas con lo sportello alimentare e molti non lo sanno. E’ importante ripetere l’evento.
L’amministrazione comunale ha contribuito?
Purtroppo prima di ricevere una risposta dal Comune occorre aspettare molto tempo.
Quindi la tempistica è piuttosto lenta.
Sì, e in più io sono andata personalmente ad invitarli e non si è presentato nessun rappresentante dell’attuale amministrazione. Scusiamo l’assessore allo sport perché non sta bene, però poteva venire qualcun altro. Invece non c’era nessuno, non si è presentato nessuno, nemmeno il sindaco.

Ringraziamo Emanuela e ci auguriamo che alla prossima edizione qualcuno dell’amministrazione possa allietarci della sua presenza. Se non altro perché si tratta di un’iniziativa importante che soprattutto l’amministrazione, se tiene al futuro dei giovani e del paese, dovrebbe sostenere.


(Vulcano n° 80)

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