log ventennale
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Decimomannu. Non di solo pane… né di sola birra

arci bauhaus
La nostra crescita personale non può dipendere unicamente dalle necessità della sopravvivenza quotidiana. La parte spirituale che in ognuno di noi è vivissima ma troppo spesso mortificata, chiede, ora più che mai, la sua parte. • di GIANNI RALLO

 
 Due parole in più, rispetto allo scorso numero, sulle iniziative che il sodalizio tra Vulcano, Arci e Compagnia (In)Stabile di Sardegna intendono avviare, dopo la pausa estiva, avendo come centro propulsore la sede di via Cagliari, 22.
 Due parole che dovrebbero servire a sottolineare l’integrazione che può instaurarsi tra l’attivismo,  intenso, generoso e comunque rispettabilissimo, che si occupa dei bisogni essenziali di una comunità o delle sue tradizioni, dei suoi svaghi, e l’attivismo che, partendo da una riflessione sui motivi di fondo del disagio, non solo economico, che anche nella nostra piccola comunità – parte integrante e specchio, del resto, di quella nazionale – si fa, e si farà, sentire in modo sempre più massiccio, tenta di porvi un, sia pure parzialissimo, rimedio.
 Non si tratta qui di fare confronti né stabilire cos’è meglio e cos’è peggio: tutto serve e spesso è addirittura indispensabile (penso, ad es., al servizio ambulanze); il fatto è che vogliamo provare a dar vita ad ulteriori attività che, partendo dall’esplorazione della più ampia realtà da cui la nostra vita di paese è comunque influenzata, offrano spunti di riflessione e di discussione che possano ampliare il campo di possibili azioni di arricchimento e di conoscenza personale e collettiva.
 Il sodalizio di cui sopra nasce appunto dalla percezione di questa importante possibilità, di questa area non sufficientemente esplorata rispetto alle iniziative che è possibile sviluppare per venire incontro ai bisogni più profondi della nostra comunità o di parte di essa.
 Le tre associazioni hanno un elemento caratteristico comune: sono tutte e tre, per storia e per obiettivi, associazioni “culturali”.
 Ho messo tra virgolette la parola culturali perché mi si potrebbe far osservare, con ragione, che tutto è cultura, dalle specialità gastronomiche alle feste patronali, dalle mostre fotografiche alle attività sportive, dalle sfilate di moda ai convegni tematici sulla storia locale… Tutto è indubbiamente cultura e ogni azione sviluppata in questi o altri ambiti è la benvenuta, sempre.
 Tuttavia è necessario riflettere anche sul fatto che il mondo culturale di ogni comunità, piccola o grande, poggia su una precisa visione del mondo, sulle risposte che quelle comunità hanno dato e danno alle grandi questioni del pensiero. Ora, ogni comunità è formata da uomini e gli uomini, da sempre e in ogni dove, si sono sempre posti le stesse fondamentali domande: letteratura, cinema, teatro, filosofia, politica, pedagogia, etc. non sono che altrettanti campi di possibili risposte: non si tratta di attività che, escludendo gli uomini comuni, riguardino solo gli specialisti. Affatto: riguardano, invece, tutti noi: ognuno direttamente. Sarebbe dunque riduttivo escludere dai nostri interessi, dalle nostre ricerche e curiosità proprio queste discipline che esplorano e raccontano quanto di più umano la nostra specie sappia esprimere. Anche e soprattutto questo rientra nella cultura delle comunità e di quelli di noi che vogliono responsabilmente fare la propria parte.
 Ecco allora, come abbiamo già annunciato, che proveremo a sollecitare la discussione e la riflessione comune su temi che riguardino proprio quel nostro essere, oltre a persone che devono pensare alla quotidianità, anche esseri pensanti, preda di dubbi e di curiosità, magari anche di rabbia, desiderosi di confrontarsi su questioni importanti che li riguardano da più vicino di quanto appaia.
 E’ ovvio che trovare soluzioni definitive non è nelle nostre possibilità, ma individuare ed esplorare questioni essenziali, questo sì: insomma, individuare l’origine di un certo disagio è già una parte della soluzione, spetterà alla creatività collettiva, allo sforzo che tutti saremo capaci di fare porre rimedi laddove è possibile.
 Tanto per scendere nel concreto, cominceremo coll’organizzare un incontro sul pensiero e l’eredità di Antonio Gramsci, un’occasione per allargare la nostra visione politica, fuggendo all’asfissia di quella dei piccoli “politici” contemporanei. Proporremo, poi, un corso di alfabetizzazione teatrale per chi, attraverso l’azione scenica, desidera entrare più in profondità nel pensiero di alcuni importanti autori. Per chi non ama mettersi alla prova come attore/spettatore, proporremo incontri su singole importanti figure della letteratura, del cinema o di altre discipline, come il pensiero politico, la filosofia, la pittura, la musica, etc. (molto dipenderà anche dalle richieste che ci giungeranno proprio da coloro che vorranno approfittare di queste occasioni). In sostanza, compatibilmente con le nostre risorse e le capacità, nulla è escluso da una possibile discussione e tutto, in questo senso, è autentica azione politica. Nihil umani mihi alienum puto, “ritengo che tutto ciò che è umano mi riguardi” diceva il grande filosofo romano Seneca: penso che abbia parlato anche a nome nostro.


(Vulcano n° 80)

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