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Rachele Garau: «Gli asseminesi devono riappropriarsi della propria identità culturale»

rachele garau

(DAL VULCANO N° 97 IN DISTRIBUZIONE)

 

di LUCA PES

Rachele Garau, 32 anni, è la nuova assessora alla Cultura del Comune di Assemini. Dopo l'elezione in consiglio comunale con 262 preferenze, la nuova sindaca Sabrina Licheri le ha affidato l'importante incarico all'interno della giunta.
Rachele ci accoglie molto cordialmente nel suo ufficio per una chiacchierata.

Buongiorno Rachele. Immagino sia contenta per il risultato elettorale.
"Non mi aspettavo di ricevere così tante preferenze. In campagna elettorale abbiamo fatto un lavoro di squadra non pensando agli interessi dei singoli candidati. Ma non posso nascondere la mia gioia".

Qual è il tuo rapporto con la politica?
"Mi sono sempre interessata alla politica informandomi attraverso il web, i giornali, la TV. Qualche anno fa mi sono avvicinata, con tanta curiosità, al Movimento 5 Stelle. Mi sono iscritta alla sezione locale, poi è arrivata la candidatura ed ora eccomi qua".

Parlaci un po' di te. Il tuo percorso di studi, le tue passioni.
"Mi sono diplomata al Liceo Artistico e ho conseguito una Laurea in Beni Culturali. La mia più grande passione è la pittura. E poi adoro andare a correre, fare sport è salutare".

Cos'è, per te, la cultura?
"Credo sia riduttivo considerare cultura solo l'arte, il folklore, la storia. La cultura è progresso, è evoluzione, è apertura. Ed è anche partecipazione: è il cittadino che vuole essere parte attiva di un progetto culturale".

In che modo coinvolgerete gli asseminesi?
"Abbiamo proposto la creazione di un circuito museale in cui i cittadini siano parte di un progetto attraverso l'esperienza e la partecipazione. Un esempio: è auspicabile che le persone siano in grado di comprendere il percorso che fa un reperto dal momento del suo ritrovamento fino alla conservazione in una teca di vetro. Il nostro compito è quello di far riappropriare gli asseminesi della propria identità culturale, persa nel corso del tempo".

Mi viene da pensare ad un vero e proprio museo. Rientra nei vostri progetti?
"Vogliamo restaurare il vecchio municipio e farlo diventare sede del nostro museo. Valorizzeremo questo spazio molto importante per la città. L'edificio ospiterà i reperti archeologici ritrovati negli anni '70, in particolare in una necropoli fenicio-punica, attualmente custoditi nei locali della Soprintendenza Archeologica di Cagliari. Verrà svolto un preciso lavoro di catalogazione e di restauro dei reperti. Sarà un “museo dell'identità locale”, mi piace definirlo così".

Il passato è importante. Ma anche gli artisti contemporanei meritano attenzione.
"Penseremo al presente e anche al futuro. All'interno delle aree museali ci saranno dei laboratori. Saranno luoghi di aggregazione per gli artisti. Occorre dare a tutti l'opportunità di esprimersi, penso in particolare alle nuove leve pittoriche e ai muralisti".

I progetti sono ambiziosi. Avete i soldi necessari per realizzarli in breve tempo?
"Il nostro assessorato è il più “povero”, dobbiamo fare i conti con un budget molto esiguo.....".

 

SE VUOI LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO, PRENOTA LA TUA COPIA DEL VULCANO N° 97 NEL PUNTO DI CONSEGNA A TE PIÙ VICINO.

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