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L’Albo Comunale delle Associazioni

80 - 2 opuscolo associazioni
• di Franco Dalmonte, Presidente del CCN

 
L’Unione Sarda ha recentemente dato notizia dell’esistenza, nel nostro paese, di ben 42 Associazioni, che si sono iscritte nell’apposito Albo Comunale. Per la verità, le associazioni sono una cinquantina, ma evidentemente qualcuna (fra cui il CCN) non si è ancora iscritta.

L’iscrizione è un condizione necessaria per poter accedere ai contributi comunali, utilizzare immobili e attrezzature pubbliche, e così via. Questa “promessa di sovvenzioni” incentiva la creazione di associazioni col risultato che è sotto gli occhi di tutti: una miriade di organizzazioni che non producono nulla o quasi nulla (salvo rare eccezioni).

Oltre al rispetto dei principi costituzionali, ai requisiti di democraticità interna e all’assenza di scopo di lucro, le associazioni dovrebbero -a mio avviso- rispettare anche un requisito “numerico”. Basterebbe introdurre un “filtro”, cioè un numero minimo di soci che ciascuna associazione deve avere per potersi iscrivere all’albo. Se (per esempio) questo minimo fosse pari a 50 e se due o più soci appartenenti alla stessa famiglia contassero solo per 1, il numero delle associazioni si ridurrebbe drasticamente. Ma ciascuna di esse avrebbe una struttura organizzativa più forte e rappresentativa: chiunque resta libero di creare un’associazione, ma i contributi pubblici sarebbero accessibili solo se gli scopi associativi fossero condivisi da almeno 50 “famiglie” del paese.

Il Comune avrebbe meno richieste di sovvenzioni e di sedi, le risorse economiche verrebbero distribuite fra un minor numero di soggetti: però si potrebbero organizzare eventi di maggiore spessore, con il coinvolgimento di un maggior numero di cittadini e con maggiori benefici per tutti.

Franco Dalmonte
Presidente del CNN

 

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